Gli effetti del cambiamento climatico sul regime idrologico nelle Alpi
Il cambiamento climatico influenzerà il ciclo idrologico e la diponibilità di risorsa idrica nelle Alpi. Qui si studia la potenziale evoluzione futura del ciclo idrologico (2045-2054) per un fiume alpino italiano, in funzione di scenari di cambiamento climatico: il Serio (circa 300 km2). Essendo inf...
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Format: | Article |
Language: | English |
Published: |
Institut de Géographie Alpine
2014-04-01
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Series: | Revue de Géographie Alpine |
Subjects: | |
Online Access: | https://journals.openedition.org/rga/2183 |
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Summary: | Il cambiamento climatico influenzerà il ciclo idrologico e la diponibilità di risorsa idrica nelle Alpi. Qui si studia la potenziale evoluzione futura del ciclo idrologico (2045-2054) per un fiume alpino italiano, in funzione di scenari di cambiamento climatico: il Serio (circa 300 km2). Essendo infatti l’idrologia di questo bacino fortemente dipendente dal ciclo della copertura nivale, vi saranno molto probabilmente rilevanti variazioni in risposta ai cambiamenti climatici. Si è qui stato calibrato e validato un modello idrologico, in grado di simulare il regime della risorsa idrica fluviale. E’ stata eseguita una procedura di disaggregazione temporale dei dati di temperatura e precipitazione future, ottenuti da due modelli di circolazione generale GCM, che sono stati quindi utilizzati come input per il modello idrologico, al fine di ottenere i regimi idrologici proiettati per diverse sezioni a differenti altitudini del bacino. Gli scenari e le storylines dei diversi GCM adottati differiscono l’uno dall’altro per quanto riguarda le proiezioni dell’ammontare di precipitazione e temperatura, ma concordano su una diminuzione delle prime e su un aumento delle seconde. Tutti gli scenari idrologici concordano nel prospettare un ritiro della copertura stagionale di neve, dovuta a un aumento delle temperature, oltre che un incremento delle portate autunnali e invernali, come conseguenza dell’aumento delle precipitazioni liquide. Portate più basse sono invece previste durante la primavera e l’estate, in vista di una diminuzione delle piogge e dello scioglimento nivale. Il modello CCSM3 prevede infatti l’anticipazione della stagione di scioglimento nivale di un mese. Nei bacini in quota il fenomeno è più evidente poiché l’incremento delle portate invernali cresce più che proporzionalmente. |
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ISSN: | 0035-1121 1760-7426 |