Come rigenerare il paesaggio rurale. L’agopuntura architettonica di Zhang Ke in Tibet come caso di studio
Nella Cina contemporanea, la storicità dei luoghi teme un destino simile a quello immaginato nella serie “Phantom Landscape” di Yang Yongliang, capace di prefigurare le conseguenze distopiche della sindrome da iper-costruzione e della frenesia di mercato messe in atto dalla fine XX secolo. Tuttavia...
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2024-12-01
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Nella Cina contemporanea, la storicità dei luoghi teme un destino simile a quello immaginato nella serie “Phantom Landscape” di Yang Yongliang, capace di prefigurare le conseguenze distopiche della sindrome da iper-costruzione e della frenesia di mercato messe in atto dalla fine XX secolo. Tuttavia, il fascino della tradizione culturale attira ancora l'interesse di una minoranza di studi indipendenti che oggi incarnano le migliori esperienze nel campo della architettura, pianificazione urbana e progettazione del paesaggio. In questo scenario, a partire dal 2007, in poco più di cinque anni, lo studio indipendente ZAO/standardarchitecture ha costruito nell’area di Linzhi, in Tibet, una costellazione di edifici con i quali, rispondendo alla richiesta di potenziare la vocazione turistica locale con nuove strutture ricettive, ha sperimentato differenti forme di dialogo col paesaggio di questa remota regione autonoma della Cina. I “punti di pressione” dell’agopuntura architettonica predisposta da Zhang Ke, titolare dello studio fondato a Pechino nel 2001, sono interventi di piccola e media scala che si distinguono per la loro modernità “arcaica” e per la profonda comprensione delle possibilità che si celano nell’interazione tra architettura e sapienza costruttiva indigena. La sensibilità topografica, di matrice quasi geologica, ispira le strategie insediative di questi frammenti architettonici, garantendone, senza apparente sforzo, la sublimazione nel paesaggio che li ospita.
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